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ISTRUZIONE & FORMAZIONE
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LAVORO
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Obbligo formativo    

L'obbligo formativo, stabilito dall'art. 68 della Legge n. 144/1999, prevede l'obbligo di frequenza di attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età. L'obbligo formativo può essere assolto in percorsi anche integrati di istruzione e formazione:

- nel sistema di istruzione scolastica, fino al conseguimento di un diploma di Scuola Secondaria Superiore;
- nel sistema della formazione professionale di competenza regionale, fino al conseguimento di una qualifica professionale;
- nel mercato del lavoro attraverso l'inserimento in azienda con contratto di apprendistato.

Le competenze certificate a qualsiasi segmento della formazione scolastica, professionale e dell'apprendistato costituiscono crediti formativi per il passaggio da un sistema all'altro.
L'obbligo formativo viene poi garantito dalla Legge n. 53/2003 (art. 2 della "Riforma Moratti") che assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età.
In Lombardia gli interventi previsti dall'obbligo formativo sono finalizzati (attraverso l'istituzione dell'anagrafe regionale delle persone soggette all'obbligo) a:

- prevenire e contrastare i fenomeni di dispersione mediante interventi personalizzati,
- a promuovere e realizzare attività di informazione e orientamento individuale e collettivo per sostenere i giovani soggetti all'obbligo nell'identificazione del tipo di percorsi (scolastici, di formazione professionale o di apprendistato) più idonei alle proprie caratteristiche ed esigenze;
- a facilitare eventuali passaggi dei giovani tra filiere formative diverse e a supportare (attraverso attività di tutoraggio) i giovani nei percorsi prescelti, attivando a tale scopo la rete dei diversi soggetti sul territorio (scuole ed Enti/centri di formazione, servizi socio-sanitari, imprese, associazioni del volontariato, famiglie ecc.).

 
 
Obbligo scolastico     La Legge n. 53 del 2003 integra (e sostituisce) il concetto di obbligo scolastico con il concetto di "diritto-dovere all'istruzione e alla formazione". Tale diritto-dovere può esercitarsi indifferentemente all'interno del percorso dell'istruzione (sistema dei licei) e in quello parallelo dell'istruzione e formazione professionale regionale fino al diciottesimo anno di età. La durata del nuovo diritto sarà quindi di almeno dodici anni all'interno dell'istruzione o fino al conseguimento di una qualifica. Questo concetto di diritto-dovere supera quanto previsto dalla Legge n. 9/1999 che prevedeva l'obbligo di frequenza delle istituzioni scolastiche a partire dai 6 anni di età fino ai 15.
 
 
Offerta di lavoro     Vedi domanda/offerta di lavoro
 
 
Offerta formativa e piano dell'offerta formativa     L'offerta formativa è l'insieme dei prodotti e servizi che un'agenzia educativa (scuola, centro di formazione) mette a disposizione dei propri utenti, al fine di raggiungere gli obiettivi previsti dal percorso formativo. Nell'offerta formativa sono riportati diverse informazioni comprendenti gli obiettivi formativi, le metodologie impiegate e gli strumenti utilizzati, le risorse di supporto all'azione formativa, i costi e i tempi di realizzazione.
In particolare, l'offerta formativa di una scuola viene definita nel Piano dell'Offerta Formativa (POF) che corrisponde alla carta d'identità di ciascuna scuola. Nel POF, introdotto con l'art. 3 del DPR n. 275 del 1999, si enuncia il complessivo processo educativo di ogni istituto nell'ambito della sua autonomia. La scuola, attraverso il POF, propone agli studenti, alle loro famiglie e al territorio il disegno delle proprie scelte culturali, didattiche ed educative.
L'elaborazione del POF implica un forte coinvolgimento e una significativa responsabilità di tutte le componenti scolastiche: il dirigente scolastico, gli insegnanti, ma anche i genitori e gli studenti partecipano all'elaborazione del Piano dell'Offerta Formativa esprimendo le rispettive aspettative ed esigenze. Il POF viene poi approvato dal Consiglio di Circolo o di Istituto, dove tutte le componenti scolastiche sono rappresentate.
Il POF richiede, infine, procedure di verifica e di valutazione circa eventuali divergenze tra programmato ed effettivamente conseguito.
 
 
Organi di certificazione (dei rapporti di lavoro)    

Gli organi di certificazione sono strutture deputate alla verifica formale della presenza dei requisiti che il soggetto richiedente intende attestare. In particolare la Legge n. 30/2003 ("Legge Biagi"), che si riferisce alla certificazione dei rapporti di lavoro, stabilisce che gli organismi certificatori siano le Commissioni di certificazione istituite presso:

- gli enti bilaterali costituiti nell'ambito territoriale di riferimento o a livello nazionale;
- le strutture pubbliche aventi competenze in materia, ovvero le Direzioni Provinciali del lavoro e le Province, secondo quanto stabilito da apposito decreto del Ministero del Lavoro;
- le università pubbliche e private comprese le fondazioni universitarie, esclusivamente nell'ambito di rapporti di collaborazione e consulenza attivati con docenti di diritto del lavoro di ruolo.

Le commissioni abilitate alla certificazione possono concludere convenzioni con le quali prevedano la costituzione di una commissione unitaria di certificazione. In pratica, per ridurre il contenzioso in materia di qualificazione dei contratti di lavoro intermittente, ripartito, a tempo parziale e a progetto, nonché dei contratti di associazione in partecipazione, le parti possono ottenere la certificazione del contratto secondo la procedura volontaria.

 
 
Orientamento    

L'orientamento è una attività di supporto e sostegno alle persone "in transizione" scolastica, formativa e professionale. Si tratta, quindi, di un'attività che si pone obiettivi differenziati e molteplici: sostenere la persona nell'identificazione dei suoi obiettivi personali e professionali, nella presa di decisione e nel far fronte alla transizione sono tutti obiettivi dell'orientamento.
Esso si distingue in orientamento scolastico e in orientamento professionale in relazione alle diverse esigenze delle persone e in particolare:

- l'orientamento scolastico è l'attività realizzata con giovani in obbligo scolastico o formativo al fine di fornire un sostegno di fronte alla scelta di un percorso scolastico/formativo, individuando l'alternativa più vicina alle loro competenze e ai loro interessi;

- l'orientamento professionale è l'attività realizzata con soggetti in cerca di occupazione o di ricollocazione/riqualificazione professionale e che necessitano di aiuto nell'identificazione delle proprie risorse e competenze al fine di definire un progetto professionale  coerente con i propri obiettivi personali e professionali.

In base alle modalità di erogazione e alle finalità poste, l'orientamento può essere svolto secondo diverse modalità, distinguendosi, principalmente in informazione orientativa, formazione orientativa e consulenza orientativa.
Nel contesto lombardo grande attenzione è stata dedicata negli ultimi anni alle attività di orientamento. In particolare, attraverso il Dispositivo Orientamento vengono finanziate attività di orientamento (anche ad elevato livello di complessità, come nel caso del bilancio di competenze e del counseling orientativo) a livello regionale.
Strumenti dell'orientamento sono il colloquio individuale, le attività informative e formative, erogate sia individualmente che in un contesto d'aula e di gruppo.

 
 
Orientatore     Si tratta di un professionista (lavoratore autonomo o dipendente) che realizza attività di orientamento. Esso può essere anche definito consigliere di orientamento, termine mutuato dall'esperienza francese dove questa specifica qualifica professionale è riconosciuta a seguito di un percorso formativo professionalizzante.
Nel contesto italiano, il dibattito sulla professionalità dell'orientatore, non ha ancora portato alla definizione di profili accettati a livello nazionale, pur riferendo tale professionalità sia a competenze acquisite in ingresso (attraverso un percorso a carattere universitario) sia a competenze specifiche maturate sul campo.
L'orientatore, in ogni caso, dovrebbe caratterizzarsi, oltre che per il possesso di un bagaglio di competenze specifiche, per il rispetto di un "codice deontologico" comprendente il rispetto dei diritti delle persone, le competenze (teorica, tecnico-professionale, ma anche di tipo trasversale quali l'empatia, le competenze comunicative, la capacità di ascolto e di comprensione dei bisogni dell'altro, la sensibilità), la responsabilità e la qualità scientifica, il rispetto del compito assegnato e l'indipendenza professionale.
 
 
Osservatorio del mercato del lavoro     L'Osservatorio del Mercato del Lavoro analizza le dinamiche del sistema del lavoro locale, per proporre interventi di politica attiva, indirizzati, principalmente, a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
In particolare, raccoglie ed elabora i dati delle principali fonti statistiche relative alle tematiche del lavoro (ISTAT, Centri per l'Impiego, Camera di Commercio ecc.), realizzando indagini su alcune tendenze di fondo del mercato del lavoro, i cui risultati vengono annualmente pubblicati in Report del Mercato del Lavoro e in eventuali Approfondimenti monotematici che analizzano le principali problematiche emerse durante l'anno.
Inoltre, tra le attività dell'Osservatorio, è prevista anche la redazione di Schede informative di carattere divulgativo sulle caratteristiche del mercato del lavoro locale e sull'offerta formativa presente.
 
 
Outplacement     L'outplacement è una attività che si pone l'obiettivo di ricollocare i dipendenti in esubero di una azienda, permettendo una risoluzione pacifica dei rapporti di lavoro. Viene realizzato da una società esterna all'azienda, attraverso attività di consulenza individuale (talvolta anche di gruppo), di supporto ai soggetti nella ridefinizione del proprio percorso professionale e di elaborazione di tecniche di ricerca attiva del lavoro, fino al ricollocamento definitivo presso un'altra azienda. Nell'attività di outplacement vengono messe a disposizione dei lavoratori una serie di facilitazioni (fotocopiatrice, telefono, spazi) per migliorare le opportunità di ricerca delle alternative occupazionali.
La metodologia utilizzata prevede, inoltre, una serie di colloqui tra consulente e lavoratore per mettere in luce le competenze acquisite, le motivazioni e gli interessi del soggetto e per definire un piano d'azione da intraprendere per trovare un'occupazione adeguata e soddisfacente alla sua professionalità.
 

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