Vedi Contratto di lavoro a tempo parziale o part-time
Parti sociali
Termine comunemente utilizzato per indicare i principali soggetti, quali ad esempio Organizzazioni sindacali dei lavoratori e Associazioni imprenditoriali che, con il Governo nazionale ed gli Enti locali, sono chiamati a confrontarsi, attraverso la prassi del dialogo sociale e della concertazione, su temi di rilevante interesse collettivo. Il confronto tra le Parti sociali si traduce normalmente nella assunzione di decisioni formalizzate e condivise attraverso la stipula di protocolli d'intesa e accordi concernenti le politiche economiche e del lavoro, i contratti collettivi nazionali e la normativa del lavoro. Un esempio tipico di intesa tra le Parti sociali in ambito nazionale è rappresentato dal Patto per l'Italia del luglio 2002 che ha consentito di giungere alla rapida attuazione della riforma del mercato del lavoro attraverso l'approvazione Legge n° 30/2003 detta anche "Legge Biagi". Per quanto riguarda il contesto lombardo, va ricordata la stipula di due importanti accordi, il "Protocollo d'intesa tra la Regione e le Province lombarde in materia di organizzazione dei servizi per il lavoro" del luglio 2001 e il "Patto per lo sviluppo dell'economia, del lavoro, della qualità e della coesione sociale" del settembre 2001 rappresentano un significativo esempio di concertazione tra i diversi soggetti interessati al governo dell'economia e del mercato del lavoro a livello locale.
Piccole e medie imprese
Vedi Impresa
Politiche del lavoro
Complesso di strategie, interventi e azioni intraprese dal Governo nazionale e dagli enti locali, spesso di concerto con le Parti sociali, che hanno come finalità diretta o indiretta il miglioramento, la qualificazione e l'incremento dell'occupazione. Le politiche del lavoro si concretizzano normalmente attraverso interventi di riqualificazione del sistema formativo e dei servizi per il lavoro, il sostegno economico alla creazione di nuove imprese e allo sviluppo dell'occupazione nelle imprese gia esistenti, l'erogazione di incentivi per favorire l'ingresso di giovani o di soggetti svantaggiati nel mercato del lavoro. Si distinguono dalle cosiddette politiche passive, orientate prevalentemente a forme di assistenza o sussidio, in quanto presuppongono la partecipazione e l'impegno attivo dei soggetti beneficiari siano questi lavoratori, imprese o istituzioni locali.
Prestito d'onore
Prestiti concessi a giovani per sostenere le politiche di agevolazione sull'autoimpiego e l'autoimprenditorialità che hanno dimostrato di produrre risultati importanti sul fronte dell'occupazione. Parallelamente al rifinanziamento degli strumenti agevolativi, Sviluppo Italia e Il Ministero dell'Economia e delle Finanze hanno elaborato una revisione delle procedure per l'accesso alle agevolazioni, garantendo per il futuro:
- una valorizzazione delle misure legate al franchising e alla microimpresa;
- una drastica riduzione dei tempi di istruttoria delle domande attraverso una più corretta pianificazione finanziaria per l'utilizzo delle risorse pubbliche;
- un servizio interattivo di assistenza ai beneficiari e l'internalizzazione di alcune attività di assistenza tecnica.
Programmi Comunitari
I programmi comunitari sono strumenti finanziari a sostegno di specifici interventi, utilizzati dalla Commissione Europea per attuare gli obiettivi definiti nell'ambito delle proprie politiche. Tali programmi, che in generale hanno la finalità di promuovere lo sviluppo, la cooperazione e la formazione, sono adottati con decisioni del Consiglio o in co-decisione con il Parlamento Europeo che ne definiscono obiettivi, tipologia di azioni ammissibili, misure suscettibili di finanziamento. I programmi hanno generalmente durata pluriennale e sono gestiti prevalentemente attraverso la modalità del Bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (GUCE). Alcuni programmi che presentano particolari elementi di complessità vengono invece gestiti attraverso il supporto di Agenzie nazionali appositamente costitute dagli Stati membri.