Prosegue il lavoro delle Regioni per l'applicazione della Riforma Biagi nelle materie di loro competenza: la Lombardia dice sė all'apprendistato professionalizzante. Il 10 gennaio 2005 infatti la Regione ha siglato un protocollo d'intesa con l'Unione regionale lombarda del commercio del turismo e dei servizi e le organizzazioni sindacali Filcams (Cgil), Fisascat (Cisl) e Uiltucs (Uil) per l'attuazione dell'articolo 49 del decreto legislativo n. 276/2003.
Continuano le istruzioni del Ministero del Welfare sull'applicazione dei diversi istituti introdotti dalla Legge Biagi. Questo mese sono state emanate la circolare 4/2005 sul lavoro a chiamata, quella sulle commissioni di certificazione istituite presso le universitā, e la circolare 7/2005 sulla somministrazione di lavoro.
Anche per tutto il 2005 i lavoratori licenziati dalle imprese con meno di 15 dipendenti potranno iscriversi alle liste di mobilitā, grazie alla conversione in legge del Dl "milleproroghe". Intanto, un altro tassello importante della Riforma Biagi trova il suo posto: č stato infatti definito il modello del libretto formativo del lavoratore.
Il contratto di lavoro a chiamata č ormai pienamente operante. Puō essere stipulato da qualunque lavoratore per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente. Inoltre sono ormai 60 su 104 le Direzioni provinciali del Lavoro pronte per la certificazione dei contratti di lavoro, il nuovo istituto previsto dalla legge Biagi per ridurre i contenziosi in materia di contratti.
Con gli emendamenti al Dl sulla competitivitā arrivano alcune modifiche alla legge Biagi, in particolare riguardo l'apprendistato professionalizzante, il lavoro accessorio e il contratto di inserimento.
A che punto č il nuovo apprendistato introdotto dalla riforma Biagi? Lo spiega l'Isfol in un recente studio. Intanto, la circolare n. 28 del 24 giugno 2005 dell Ministero del Welfare precisa quali sono i presupposti che rendono legittimo il distacco.
Ancora novitā per l'apprendistato professionalizzante: con le modifiche introdotte dalla legge 80/2005, fino all'entrata in vigore delle leggi regionali che regolamentano i profili formativi, la disciplina dell'apprendistato č rimessa ai contratti collettivi conclusi a livello nazionale. Inoltre, come spiega una nuova circolare del Welfare potranno essere assunti giovani fino a trent'anni non compiuti.
Mese estivo dedicato soprattutto alle valutazioni. Il Ministero del Welfare ha effettuato un monitoraggio del recepimento dei nuovi istituti introdotti dalla riforma Biagi nei contratti collettivi nazionali.
Dopo la pausa estiva le Regioni tornano al lavoro per completare, nelle materie di loro competenza, l'applicazione della Riforma Biagi. Nel frattempo, il Ministero del Welfare ha emanato il decreto di attuazione (sperimentale) delle prestazioni di lavoro accessorio.
La Riforma Biagi compie due anni: quasi tutti i tasselli della riforma sono stati messi a posto anche se alcuni istituti non sono ancora completamente attivi e altri stentano a decollare. Intanto, la campagna elettorale fornisce, a destra come a sinistra, l'occasione per riflessioni e critiche su come č cambiato il mercato del lavoro.
Continuano ad andare al loro posto i tasselli che mancano a completare il quadro della Riforma Biagi: dopo un periodo di arresto tecnico, riparte infatti la Borsa nazionale del lavoro, mentre i ministri di Welfare ed Economia hanno firmato il decreto sugli aiuti economici per le assunzioni delle donne con contratto di inserimento. Infine, il Libretto formativo del cittadino č legge, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero del Welfare del 10 ottobre 2005.
Interpelli, contrattazione collettiva, protocolli d'intesa: a due anni dall'entrata in vigore del DLgs 276/2003 le nuove tipologie contrattuali introdotte dalla legge Biagi sono una realtā per aziende e lavoratori. Anche se, come sostiene una ricerca del Centro Studi Marco Biagi il contratto di apprendistato non č ancora stato regolamentato dalla maggior parte delle Regioni.